Primo maggio

Primo maggio

Libere associazioni

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Maggio è il mese della Madonna. Quando dovrebbero sbocciare le rose. La festa dei lavoratori. Lavorare stanca, scriveva Pavese, e questa festa è nata per questo: ridurre le ore di lavoro a otto. Ma non è forse un bisogno di sopravvivenza spirituale oltre che fisica stancarsi nella vita? Ora non si capisce come festeggiare queste otto ore di oggi. Onorare gli operai combattenti per la conquista? Scatenarsi in un orgia da rave a qualche concerto o May Day? Cercare di lavorare almeno il primo maggio? Le otto ore sono un miraggio, a livello pratico perché l’orario certo non esiste quasi più, a livello teorico perché, in fondo, lavorare occupa il tempo, e sempre nei migliori auspici post-esistenzialisti, questo non è male per sopravvivere.

Insomma, lavorare o no? O meglio: festeggiare? Quest’anno, per gettare ancora un po’ più di fango sulle libere dimostrazioni, circola voce che oggi ci sarà un attentato. Una voce divertente comparsa da qualche giorno. Prima un’iperbole da condividere con gli amici. Poi un articoletto trovato sul web, e due, alla fine una sottile sensazione diffusa a quanto pare, che è meglio non partecipare. E che sicuramente si trasformerà in fastidio dimenticato. Ma che lascia un po’ d’amaro in bocca.

Un breve ritratto sul lavoro, dal libro di Chicoria:

C – Eh… la storia del caffè. Quattro anni, no, de più, sei anni fa. Ero già sei mesi al carcere, e non m’arrivava alcun avviso giudiziario. Cioè a tutti quanti li rimandavano a giudizio, gli chiudevano le indagini, e io rimanevo là come uno stronzo. Senza sapere che cazzo di fine dovevo fa’. Quelli più vecchi del carcere mi dicevano: guarda che te te buschi almeno dodici anni. Non scampi da questa cosa qua. Allora mi sonno accollato il lavoro più degradante del carcere: il “piantone”. In pratica ero l’unico detenuto sano in una cella e dovevo badare alle altre sei persone che erano con me e avevano diverse patologie. Ho accettato il lavoro e sono stato trasferito nell’ala ospedaliera del carcere di Regina Coeli, il centro clinico.

DURA LEX, la legge non è uguale per tutti, Armando Sciotto aka Chicoria, ed. Nobook

 

cover DURA LEX

Dura lex, di Chicoria

Formato eBook 

Formato cartaceo

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