Petardo Over

 

DURA LEX, DI CHICORIA

Autobiografia di un poco di buono, come diremmo in un linguaggio da genitori, che si trovano a commentare l’entusiasmo del figlio giovincello per questo personaggio discutibile, ma evidentemente affascinante per i ragazzi di oggi.

Chicoria e` uno che ne ha fatte (ma a cui, anche, ne sono capitate) di tutti i colori; writer “della prima ora”, spacciatore, ex tossico, ladruncolo, musicista. E carcerato per spaccio, ovviamente.

Un po’ sempre a giustificarsi dicendo che “doveva” portare i soldi a casa, e allora..

Di famiglia disagiata, il padre se n’e` andato, uno strano rapporto con la madre che lo caccia di casa, ma poi accetta gli strani, troppi, soldi,che lui le porta, crede al fatto che tutte quelle felpe e jeans nuovi nuovissimi sono “prestiti” , ecc.

Ma infine, lui sa da che parte sta il giusto, e dove sta lui, cioe` da un’altra parte. Lui comunque cerca di uscire da questo mondo di spaccio e risse, a modo suo naturalmente, cioe` mai per una via lineare (trovarsi un lavoro?), ma sempre inventandosi qualcosa o cercando di farlo, finche` la passione per la musica funziona e lo porta a questa notorieta` strana.

Non e` un modello per i ragazzi, e lo sa anche lui; pero` e` uno che ce l’ha fatta, per ora, perche` non si sa mai che altro potra` combinare, o in che guaio potra` cacciarsi perche` un suo amico gli ha chiesto.., perche` c’era da fare quello.. ecc.

Alla fine risulta simpatico, anche se forse vedermelo davanti a trovare una giustificazione complicata e improbabile per qualunque nefandezza me lo renderebbe insopportabile, mi spiego: ha quel modo di fare che presenta qualunque cosa (rissa, spaccio, carcere) come normale, perde molto a spiegare il “come” e cosi` facendo alla fine si perde il “perche`”, e il contenuto delle cose evapora e finisce per sembrare accettabile, pur non essendolo affatto.

E` un personaggio, non troppo diverso da tanti divi, musicisti o scrittori americani, ragazzi sbandati che un po’ per fortuna un po’ per effettiva capacita` sono riusciti ad emergere; in questo la caso la fortuna di Chico e` forse che a questi ” personaggi” in Italia non siamo ancora abituati (o forse, c’e` ancora un alto tasso di perbenismo che ci impedisce di vederli anche quando li abbiamo davanti) e quindi c’e` tutta una folla di ragazzini di buona famiglia che sognano la trasgressione e la identificano in lui.

Che dire? Simpatico, ma non e` un modello. Ha avuto fortuna, ma nella sua vita (che sembra lunga, ma e` solo del 1979) ne ha date e ne ha prese, sembra inaffondabile e forse lo e`, ma certo ha sofferto anche se lo dice con leggerezza, e non si sa se questa carriera di musicista che lui ha fortemente desiderato sia poi quella definitiva, se il passato non si ripresentera` a chiedere conto. Ma lui sembra ben attrezzato a rispondergli.

Consiglio la lettura, comunque, anche per sfatare certi pregiudizi: anzitutto e` scritto bene, in un italiano dignitoso, poi e` il ritratto di un mondo che normalmente non si conosce, infine perche` a modo suo Chico non e` amorale, certo ha spostato l’asticella del lecito un po’ piu` in basso della nostra, ma sa di averlo fatto, e di tanto in tanto fa osservazioni che non ci aspetteremmo, che vorremo sentir fare da persone di potere che non le fanno.

 

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